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RESIDENZA SAN MARTINO 2 Schiavi SpA mette a disposizione la propria competenza per supportare i clienti nell'organizzazione degli spazi interni della casa, in accordo con le loro necessità funzionali ed estetiche. Le soluzioni d'interni che abbiamo specificamente progettato per la Residenza di Lecco San Martino sono proposte ad altissimo valore aggiunto in termini di stile, colori, arredamento e performance, pensate per mettere in risalto i numerosi dettagli di pregio degli appartamenti: vi proponiamo un interior design di eccellenza a completamento della vasta gamma di servizi offerti dalla nostra azienda. Scopri di più
Residenza Paganini Schiavi Spa supporta i clienti nella progettazione e organizzazione degli spazi interni della casa, nel pieno rispetto delle loro esigenze stilistiche e funzionali. L’interior design di Residenza Paganini è orientato alla massima fruibilità degli spazi e alla versatilità degli ambienti, poiché li rende liberamente arredabili a seconda delle preferenze stilistiche dei futuri abitanti. Ampi, ariosi e luminosi, gli spazi indoor si caratterizzano per una comunicazione bidirezionale con l’esterno grazie alle grandi aperture su giardini e logge. Scopri di più
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Residenza Paganini Schiavi Spa supporta i clienti nella progettazione e organizzazione degli spazi interni della casa, nel pieno rispetto delle loro esigenze stilistiche e funzionali. L’interior design di Residenza Paganini è orientato alla massima fruibilità degli spazi e alla versatilità degli ambienti, poiché li rende liberamente arredabili a seconda delle preferenze stilistiche dei futuri abitanti. Ampi, ariosi e luminosi, gli spazi indoor si caratterizzano per una comunicazione bidirezionale con l’esterno grazie alle grandi aperture su giardini e logge. Scopri di più
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RESIDENZA CADORNA Schiavi SpA mette a disposizione la propria competenza per supportare i clienti nell'organizzazione degli spazi interni della casa, in accordo con le loro necessità funzionali ed estetiche. Le soluzioni d'interni che abbiamo specificamente progettato per Residenza Cadorna sono proposte ad altissimo valore aggiunto in termini di stile, colori, arredamento e performance, pensate per mettere in risalto i numerosi dettagli di pregio degli appartamenti: vi proponiamo un interior design di eccellenza a completamento della vasta gamma di servizi offerti dalla nostra azienda. Scopri di più
RESIDENZA SAN MARTINO 2 Schiavi SpA mette a disposizione la propria competenza per supportare i clienti nell'organizzazione degli spazi interni della casa, in accordo con le loro necessità funzionali ed estetiche. Le soluzioni d'interni che abbiamo specificamente progettato per la Residenza di Lecco San Martino sono proposte ad altissimo valore aggiunto in termini di stile, colori, arredamento e performance, pensate per mettere in risalto i numerosi dettagli di pregio degli appartamenti: vi proponiamo un interior design di eccellenza a completamento della vasta gamma di servizi offerti dalla nostra azienda. Scopri di più
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Il progetto di Schiavi Spa per il restauro conservativo di Villa Aventino [gallery ids="2646,2647,2648,2649,2650,2651,2652,2653"] Abbiamo recentemente celebrato i simbolici centodieci anni dall’edificazione di Villa Aventino a Bossico, una delle opere architettoniche più identificative ancora oggi presenti sul territorio bergamasco. Un’occasione che ci ha permesso di ripercorrerne la storia e la forte integrazione con la natura e la cultura del luogo, così da fornire il necessario background all’intervento di restauro conservativo che ha visto protagonista la Famiglia Schiavi (già responsabile della costruzione dell’edificio, terminata nel 1912).  Il fine, come sempre per opere di pregio e di fondamentale valore storico e culturale come questa villa, era restituire all’edificio la dignità estetica e funzionale che è propria della sua identità. Per ottenere questo risultato, il primo passo che gli specialisti di Schiavi Spa hanno compiuto ha riguardato la conoscenza tecnica dell’edificio mediante un accurato rilievo che ha interessato l’intera proprietà, ossia l’edificio e il terreno circostante. Relativamente a quest’ultimo, le operazioni sono state svolte con l’ausilio di un drone e di una moderna stazione GPS. Successivamente, i dati raccolti sono stati analizzati ed elaborati attraverso un particolare software di fotogrammetria al fine di restituire l’esatto andamento del terreno. Il file così prodotto conteneva la mesh in tre dimensioni del terreno, le curve di livello e i dati altimetrici di ogni singolo punto rilevato. Per quanto riguarda il rilievo dell’edificio, si è invece proceduto in modo capillare con un intervento manuale e con l’ausilio di un distanziometro laser. Contestualmente, Schiavi Spa ha eseguito anche un accurato rilievo fotografico degli interni della villa: ogni stanza è stata fotografata a 360 gradi fino a realizzare un tour virtuale dell’intera struttura. Il rilievo in dettaglio ha interessato anche tutti i sistemi impiantistici, sia elettrici che meccanici. Un professionista qualificato ha poi proceduto a effettuare un’indagine termografica e un’analisi del sistema di riscaldamento, in modo da conoscere l’esatta posizione degli impianti e le loro eventuali criticità. Tali operazioni sono da considerarsi assolutamente fondamentali, poiché l’intervento di riqualificazione completa di Villa Aventino prevedeva anche il suo efficientamento energetico. Questa fase preliminare non ha solamente permesso a Schiavi Spa di conoscere con precisione ogni dettaglio dell’edificio, ma anche di metterne in luce tutte le problematiche e criticità. Soltanto a partire da questi dati è stato possibile procedere con la definizione dei puntuali interventi di recupero e di conservazione. Anche l’impiego del modello BIM si è rivelato essenziale nell’ottica di un progetto conservativo tanto complesso, poiché ha permesso di mettere a fuoco informazioni fondamentali relativamente alle caratteristiche della struttura portante, alla sicurezza, agli impianti, alle peculiarità termoacustiche e ai materiali che componevano l’edificio. La scelta di utilizzare il modello BIM per Villa Aventino è quindi legata all’attenzione prestata all’intervento: Schiavi Spa non intendeva limitarsi alle informazioni visive o ai rendering tipici della progettazione CAD, quanto piuttosto mantenere un controllo costante sulle funzionalità e sulla performance di ogni singolo elemento del progetto. L’intervento sulla copertura dell’edificio Il primo intervento di conservazione di Villa Aventino ha interessato la copertura dell’edificio, che è stata sottoposta a un’attenta opera di bonifica e rifacimento. Nello specifico, si presentava evidente la criticità generata dalle infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto, oltre che la presenza di eternit. Quest’ultimo è stato completamente rimosso, e la superficie è stata sottoposta a un’adeguata bonifica nel rispetto delle normative vigenti. Una volta risolta questa prima, essenziale problematica, Schiavi Spa ha definito l’intervento di rifacimento della copertura, che si è concretizzato con il consolidamento strutturale della parte lignea, l’isolamento termico delle falde oltre al rifacimento completo del manto di copertura. Da un punto di vista tecnologico, la scelta è caduta su materiali e soluzioni altamente innovativi e performanti, mentre sotto l’aspetto estetico l’obiettivo era mantenere inalterata l’integrazione della copertura sia con l’edificio che con il panorama circostante. In particolare, Schiavi Spa ha scelto di costruire un nuovo tetto rivestito in scandole di alluminio nere. Tale soluzione si è rivelata ottimale perché ha permesso di non gravare in modo eccessivo – e con carichi aggiuntivi – sulla struttura portate preesistente. Al contempo, le scandole rappresentano un’opzione virtuosa anche da un punto di vista dell’ecosostenibilità, poiché sono elementi che garantiscono sia lunga durata nel tempo sia completa riciclabilità. Successivamente alla posa della nuova copertura, il tetto di Villa Aventino è stato totalmente impermeabilizzato e isolato termicamente. Questo intervento è da ritenersi vitale per una buona performance energetica dell’intera struttura, in special modo se si considera che proprio il tetto, per sua natura, è uno degli elementi più critici in termini di ponti termici e dispersioni di calore. Impermeabilizzazione e isolamento della copertura sono quindi due azioni chiave per l’incremento sensibile del comfort termo-igrometrico dell’edificio e per la sua protezione da infiltrazioni d’acqua. Infine, Schiavi Spa ha proceduto al restauro di alcuni elementi strutturali della copertura considerati particolarmente identificativi dell’edificio e a un rinforzo generale del tetto nel suo complesso, così da accrescere anche l’essenziale aspetto della sicurezza. [gallery ids="2661,2662,2663,2664,2665,2666,2655,2656,2657,2658,2659,2660"] Come abbiamo riportato le facciate di Villa Aventino al loro antico splendore L’opera successiva compiuta da Schiavi Spa nell’ambito della conservazione di questo prezioso edificio storico ha riguardato invece le sue facciate. Da un punto di vista pratico, la presenza dei ponteggi necessari alle operazioni di sostituzione della copertura ha reso questo intervento il più logico e immediato. Il nostro team ha dunque proceduto sia alla ripetuta tinteggiatura delle pareti che alla verniciatura di altri importanti elementi estetici e strutturali di Villa Aventino: le opere lignee del tetto (consistenti in travi, travetti e perline), le opere in ferro (composte da parapetti e inferriate) e persino le parti in pietra, che sono state completamente ripulite. Anche le decorazioni a graffito, parte integrante del DNA della struttura, sono state inizialmente pulite, per poi essere consolidate e ripristinate, mentre il ben noto dipinto dell’orso collocato sul fronte ovest è stato recuperato e protetto con l’ausilio di apposite finiture. È importante sottolineare che Schiavi Spa ha prestato la massima attenzione a mantenere inalterati i colori del dipinto, e dunque a intervenire con tonalità cromatiche in tutto e per tutto analoghe a quelle originali. Una restauratrice professionista è stata coinvolta invece per operare adeguatamente sui decori a graffito, attraverso un’azione di recupero che ha comportato dapprima la pulitura delle decorazioni, così da riportarle al loro aspetto originario, il successivo consolidamento dello strato pittorico delle parti mancanti e, infine, l’integrazione attraverso un’apposita tecnica, definita “a spolvero”. Dopo la preparazione delle varie malte colorate e la loro stratificazione, la superficie è stata incisa a graffito, e la medesima modalità è stata utilizzata per integrare i decori ormai mancanti. Un’ultima curiosità relativa al dipinto dell’orso collocato sulla parte esterna del camino nel fronte ovest di Villa Aventino: il suo recupero è avvenuto attraverso una serie di fasi sequenziali, che hanno comportato il preliminare lavaggio della superficie così da eliminare il particellato incoerente; il successivo consolidamento; gli ulteriori ritocchi di cadute di colore e l’applicazione finale di un apposito strato protettivo. Il risultato finale è di innegabile bellezza: riportare un tale edificio al suo antico splendore, attraverso un processo sinergico fatto di tecnica, innovazione, competenza, conoscenza e genuina passione, ne cristallizza la storia secolare e restituisce al paesaggio di Bossico un’opera architettonica di sublime e immortale valore. Scoprila nella galleria d’immagini. [gallery ids="2667,2668,2669,2670,2671,2672,2673,2674"]  
Villa Aventino a Bossico: al cuore degli eventi socioculturali del territorio [gallery ids="2637,2632,2633,2634,2635,2636,2638,2639"] Nell’anno 1912, la Famiglia Schiavi porta a termine la costruzione di uno degli edifici più simbolici di Bossico: Villa Aventino, ai margini dei prati di Stà. Nella nostra simbolica celebrazione dei centodieci anni da quella data, torniamo oggi a ripercorrere la lunga storia della villa riprendendone le fila all’inizio del Novecento. All’epoca, Villa Aventino è una casa di villeggiatura di proprietà dei fratelli imprenditori Fortunato e Andrea Ventura Gregorini, e dell’edificio non sono noti né il progetto né il progettista. Sappiamo per certo che il capostipite Giovanni Andrea Gregorini (1819-878) affida il progetto della villa di Lovere e dello stabilimento di Brescia all’eclettico architetto bresciano Antonio Tagliaferri, le cui realizzazioni, specie per le abitazioni di villeggiatura in campagna, si caratterizzano per un forte gusto neogotico. Al contrario, Tagliaferri sembra prediligere uno stile prettamente neorinascimentale per i suoi progetti cittadini. L’elegante efficacia delle soluzioni adottate all’Aventino allude al coinvolgimento di professionalità e competenze molto alte: la struttura dosa infatti sapientemente l’impiego del ferro, materiale “portante” anche per le economie dei Gregorini, maestri dell’industria siderurgica in Valcamonica. Nel 1920, Fortunato Ventura Gregorini viene a mancare senza lasciare alcun figlio, e le sue proprietà vengono ereditate dal fratello e dall’anziana madre. Nel 1934, al decesso di Andrea, subentrano i figli Felice e Sara, i nuovi proprietari di Villa Aventino. Ed è da questo momento in poi che l’edificio non si limita più ad essere una semplice casa di villeggiatura estiva ma si apre invece alla comunità. Felice Ventura Gregorini, medico, mette infatti a disposizione il grande prato esterno come location per l’organizzazione di diverse e importanti iniziative pubbliche. Il forte legame di Felice con il territorio si riflette anche nella scelta di devolvere l’intero fondo libraio Gregorini di Villa Vaticano alla Biblioteca di Lovere. La sua generosità e sensibilità sociale sono apprezzate e ripagate tanto che, nel 1985, la Comunità Montana indice il “Meeting del Boscaiolo” proprio a Villa Aventino. Sempre nell’eclettico fervore politico che caratterizza gli anni Ottanta, la famiglia Gregorini invita sull’altipiano l’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, al quale propone di donare due battenti di porta a tema risorgimentale su cui sono ritratti Garibaldi e Mazzini. Ad oggi, sfortunatamente, le opere risultano disperse e non è noto dove siano infine stati destinati i pezzi. Quello che però è certo, è che la visita del Presidente del Consiglio rappresenta uno tra i più importanti eventi nella storia della villa e del territorio. L’Onorevole Craxi visita Villa Aventino nel 1986 assieme al Ministro Pandolfi, all’Assessore regionale Giovanni Ruffini e a don Gino Angelico Scalzi, direttore dell’Accademia Tadini di Lovere. Craxi esprime il suo massimo apprezzamento per una location di tale importanza storica e di così alto livello artistico, e l’evento si rivela un assoluto successo. Siamo di fronte alla definitiva consacrazione “moderna” per un edificio che, sin dalla sua fondazione, è nucleo di accadimenti artistici, culturali, politici di altissimo spessore. E se la Villa Aventino degli anni Ottanta del Novecento è ancora immersa in un humus fatto di libri, arte, musica, politica, cultura, le origini storiche dell’edificio sono esse stesse testimonianza della coesione e familiarità che la dinastia industriale dei Gregorini ha sempre provato per il territorio di Bossico: pittori, letterati e musicisti del passato erano soliti condividere proprio in questi spazi i loro pasti, mentre gli imprenditori lo scelgono come luogo d’elezione per i loro salotti culturali o per i ritiri, oltre che, naturalmente, per la villeggiatura estiva già nell’Ottocento. La Biblioteca Gregorini, attualmente devoluta alla Civica Biblioteca di Lovere, e le opere d’arte che per lungo tempo rimasero racchiuse nelle ville di Bossico e vennero successivamente studiate con attenzione dall’Accademia Tadini (nello specifico, la Tadini ricevette le opere di proprietà di Giobatta Zitti, fautore del Vaticano, e i libretti d’opera parte del fondo libraio dell’Aventino), confermano quella che potremmo definire la “temperie culturale” di un’epoca caratterizzata anche da un innegabile fervore economico. Ripercorri la storia di Villa Aventino con Cristian Bonomi, storico e archivista.     Bibliografia Marco Albertario (a cura di), Materiali garibaldini nelle collezioni dell'Accademia Tadini, I, Quaderni dell'Accademia Tadini, Milano 2008; «Andrea Ventura Gregorini» in Rivista di Bergamo, 1934; Giovanni Banfi, «Qualche ricordo di Bossico» in Rivista di Bergamo, 1932; Narciso Bonfadini, «L’altipiano di Bossico dominante il Sebino» in Rivista di Bergamo, 1932; Narciso Bonfadini, «Mons. Bonomelli a Lovere e a Bossico» in Cremona, rivista mensile illustrata della Città e Provincia; Graziana Canova Tura, Gli Zitti e altri antenati, dattiloscritto inedito; «Da una famiglia di Bossico donati a Craxi due dipinti del Tallone per il Museo garibaldino» in Eco di Bergamo, 3 marzo 1986; «Da una villa di Bossico spariti mobili antichi» in Eco di Bergamo, 4 giugno 1982; Vittoria Ferrandino e Maria Rosaria Napolitano (a cura di), Storia d’impresa e imprese storiche, Milano 2014; Mimmo Franzinelli, Lotte operaie in un centro industriale lombardo, Milano 1987; «Furto nella villa estiva del docente universitario» in Eco di Bergamo, 3 marzo 1970; Roberto Ghilardi, «Quando a Lovere costruivano le automobili» in Il Giornale di Bergamo-Oggi, 30 giugno 1987; Giovanni Gregorini e Camillo Facchini, Onde d’Acciaio, Gianico 2006; «Oggi Craxi a Bossico si incontra con gli amministratori» in Eco di Bergamo, 2 marzo 1986; Valeria Terraroli (a cura di), Il progetto disegnato-2, Antonio Tagliaferri (1835-1909), AAB Edizioni, 1999; Daniele Vaninetti, «Tallone, il traghettatore» in Eco di Bergamo, 30 maggio 1996. Fonti Archivio comunale di Bossico Archivio di Stato di Bergamo Archivio di Stato di Milano Archivio di Stato di Torino Accademia «Luigi Tadini» di Lovere, Museo dell’Ottocento e Donazione Ventura-Gregorini Civica Biblioteca di Lovere, Donazione Ventura-Gregorini   Si ringraziano Marco Albertario, Andrea Borella, Laura Businaro, Graziana Canova Tura, Giovanni Gregorini, Gianfranco Malonni, Demetrio Oberti, Maria Pacella, Emilia Peduzzo, Gabriele Perlini, Massimo Rivoltella, Mario Schiavi, GianAndrea Ventura.Gregorini  
La storia di Villa Aventino: quando l’edificio si integra con un paesaggio sublime [gallery ids="2613,2614,2615,2616,2617,2618,2619,2620"] Due giorni fa,  Villa Aventino ha simbolicamente toccato l’invidiabile traguardo dei centodieci anni dall’edificazione. Si tratta di un anniversario importante che coinvolge direttamente anche la nostra azienda - incaricata della costruzione dell’opera, terminata nel 1912 – e che si tramuta dunque in un’occasione perfetta per ricostruire la storia secolare che ha portato alla nascita dell’edificio. Riprendendo le fila di una capillare ricerca iniziata qualche tempo fa, scopriamo che il primo segno di quella che col tempo sarebbe diventata Villa Aventino appare catastalmente nel 1809, come semplice “prato di seconda categoria vasto 18.25 pertiche”. I proprietari dell’epoca suddividono l’area su due diverse discendenze, di fatto tracciando la genesi dell’icona architettonica che stiamo celebrando in questi giorni. Nel 1853, le proprietà passano per compravendita agli Zitti, che investono soprattutto nella siderurgia – proprio l’ambito d’incontro con la famiglia Gregorini da Lovere, futura costruttrice della villa. Ed è la fusione tra le famiglie Zitti e Gregorini a rappresentare il vero punto di svolta per la realizzazione di quella che oggi conosciamo con il nome di Villa Aventino, incastonata nella bellezza dirompente dell’altipiano di Bossico, da sempre noto per i suoi suggestivi scorci montani che si muovono sinuosi di stagione in stagione, senza mai risentire del trascorrere del tempo. In una cornice di tale fascino, di fronte all’impressionante panorama del Sebino, la villa risalta senza stonare all’interno di un paesaggio fortemente naturale e caratterizzato da tonalità di verde calde e avvolgenti, composto da pinete e vallate. [gallery ids="2621,2622,2623,2624,2625,2626,2627,2628"] Da un punto di vista prettamente stilistico, Villa Aventino non è soltanto espressione artistica di superbo valore, ma si colloca all’interno di un contesto che, da sempre, mette al primo posto una integrazione impeccabile con l’ambiente circostante. L’altipiano di Bossico è punteggiato di ville sparse e dettagli storici di eleganti case bianche che si stagliano tra le conifere o che si affacciano sul lago. L’attenzione prestata alla tecnica costruttiva degli edifici del territorio è evidenziata anche dalla scelta dei nomi delle ville, sempre suggestivi e che richiamano ben note località romane: Campidoglio, Esquilino, Celio, Gianicolo, Pincio, Quattroventi, Villa Glori, Vaticano e Quirinale. Il Vaticano era peraltro il soprannome dato a un ulteriore edificio di proprietà dei Gregorini, come testimoniato già attorno al 1870 dal prevosto don Geremia Bonomelli, particolarmente vicino alle famiglie Zitti e Gregorini, secondo quanto riportato da Bonfadini: “Lassù, ai margini della pineta, spiega la sua eleganza signorile la villa Aventino della famiglia Gregorini, gemma dell’altipiano.” Il testo fa riferimento alle spedizioni di caccia del sacerdote, che trovavano riparo in un roccolo che Giovanni Andrea Gregorini aveva adeguato a vera e propria casa rustica, ribattezzata appunto “Vaticano”. Quest’ultimo va tuttavia immaginato come una miniatura artistica a sé stante: include infatti due ante su cui Cesare Tallone esegue i ritratti di Garibaldi e Mazzini. Degna di nota è anche la vicina Villa Caprera, costruita da Giovanni Battista Zitti secondo una mistica garibaldina fatta di busti a monocromo di Garibaldi e Mazzini, cimeli, autografi, medaglie, una facciata rossa e un affresco del pittore Faustinelli. Per quanto riguarda invece Villa Aventino, il suo pezzo più celebre è senz’altro quello raffigurato sulla cappa interna ed esterna del camino in una sala al pianterreno. Si tratta di un orso appoggiato a un ramo, circondato da un distico in esametri latini, il cui messaggio può essere così tradotto: “Guai a sfiorare il temibile orso poggiato al bastone.” Nella sua totalità, Villa Aventino è dunque un piccolo tempio dell’arte collocato nel mezzo di un maestoso tempio naturale, ma anche epitome architettonica e stilistica dei valori rinascimentali che, nell’Ottocento, permeavano l’intero territorio e da esso erano intrinsecamente e intensamente percepiti.
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